lunedì 4 marzo 2013

Alice, così così.

Alice. Io mi chiamo Alice.
Non so come I Due abbiano scelto proprio questo nome.  Molto probabilmente nel modo in cui vengono prese quasi tutte le decisioni in quasi tutte le coppie del mondo: sceglie la donna facendo credere all'uomo di essere stato lui a decidere.

- Forse potremmo chiamarla Alice.
- Alice? Non è male.
- Dici? Mah, non so se mi convince. Alice... mmm.. così così.
- No davvero, è proprio un bel nome.
- Beh, se piace a te.
- Sì, la chiameremo Alice.
Fatta. Niente di più facile.

Evidentemente la Ragazza si aspettava una bimba alta e snella, un'acciuga, e io invece sono un tripudio di rotolini e ciccia tutti da mordere. In questo caso l'Alice non è un'alice.
Vi ricordate il qui pro quo dovuto al mio nome con la signora Dolores? Leggetelo qui!

O forse la Ragazza ha scelto questo nome in base al suo significato.
Un dialogo avvenuto qualche tempo fa lo dimostra.

- Che bella bimba, come si chiama?
- Alice. (tono dolce)
- Ah, come il pesce.
- Veramente Alice significa "creatura marina"(tono acido)
- .................
- Sì certo, un pesce. Appunto. (tono assassino)


Comunque sia andata Alice è il mio nome, io sono Alice. Quando pensi Alice immagini la mia faccia. Quando immagini la mia faccia pensi ad Alice.
Il nome è così. Checché ne pensi Giulietta*. Non avrei potuto chiamarmi in modo diverso.
Alice sono io. Non cambierei nome per niente al mondo.
E poi, che diamine, ho già imparato a scrivere la A.


"Cos'è un nome? Ciò che chiamiamo rosa, 
con qualsiasi altro nome avrebbe lo stesso profumo, 
così Romeo, se non si chiamasse più Romeo, 
conserverebbe quella cara perfezione che possiede
anche senza quel nome. Romeo, getta via il tuo nome, 
e al suo posto, che non è parte di te, prendi tutta me stessa." (Romeo e Giulietta. W. Shakespeare)


Questo post partecipa al Blogtank di Donna Moderna 
http://bambino.donnamoderna.com/nome/

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