martedì 23 aprile 2013

Dalla culla al lettino, vi racconto la mia.

Qualche tempo fa avrei voluto scrivere un post che iniziava così:

Salve sono Alice e sono un'insonne. Dicono che ammettere di avere un problema significa risolverlo per metà, ma non credo che questa metà possa più bastare alla Ragazza e al Tipo Alto.

Avevo circa 5 mesi e I Due erano davvero provati da giorni e giorni di sonno intermittente, un sonno stroboscopico: non proprio il massimo per la sanità mentale, direi. Gennaio si avvicinava e confortati dalla frase Anno nuovo, vita nuova, I Due presero LA DECISIONE: dopo le vacanze di Natale sarei passata dalla culla nella LORO camera, al lettino nella MIA stanza. Un cambio epocale. 
Puro panico.
Per trovare aiuto e conforto in questa fase delicata, La Ragazza e il Tipo Alto si erano affidati al Libro dei Libri, alla Bibbia della Nanna, un volumetto di cui almeno una volta nella vita ogni genitore ha sentito parlare. Non lo citerò in questa sede, servirebbe?

Risultato? 'Na tragedia. Un gennaio di pianti. Piangevo io e tanto, piangevano loro nell'altra stanza, abbracciati, confusi sconsolati. Con una tabella giorni/minuti tra le mani e una serie di indicazioni oserei dire marziali, al cui cospetto le frecciatine di Tata Lucia sarebbero sembrate carezze per l'anima.
Non voglio demonizzare in toto l'Opera, ci sono stralci davvero chiarificatori, come quello che ti fa capire perché un bambino deve addormentarsi e svegliarsi nello stesso posto: sareste contenti voi di addormentarvi nel vostro letto e svegliarvi nella vasca da bagno? Vi piglierebbe un colpo, come minimo!

Un'altra cosa che avevamo adottato grazie al libro era Il Rito: ogni sera al momento della nanna ripetevamo sempre gli stessi rassicuranti gesti. Il nostro rito consisteva nel salutare tutti i pupazzetti che vivono nella mia camera. Ma tutti, eh.
Un rito di mezz'ora, praticamente.
E poi arrivava il momento della ninna nanna. 
Cantata da entrambi. A due voci. Un duetto.
Due voci totalmente disarmoniche. Lei per seguire lui sceglieva di posizionarsi su qualche mezzotono più in basso, ma ogni tanto le scappava un acuto totalmente privo della benché minima grazia. Lui invece era costretto a una specie di -comico- falsetto. 
Ne scaturiva una nenia inascoltabile, piacevole come lo stridere del gesso sulla lavagna. Avrei preferito l'intera discografia di Gigi D'Alessio.
Però funzionava. La ninna nanna è stata la chiave di volta. Dopo due secondi dormivo. Loro, raggianti e soddisfatti, mi davano un bacino e uscivano.
E io potevo riaprire gli occhi. Perché no, non dormivo davvero, facevo solo finta. 
E ci credo. Ci pensate se l'avessero cantata di nuovo? 

Questo è stato il mio passaggio dalla culla al lettino.
Da allora ho imparato a dormire nella mia stanza da sola tutta la notte, salvo di mattina presto rifugiarmi nel lettone per le coccole. E questo sì che è un bel rito.


Questo post partecipa al Blogtank di Donna Moderna  
http://bambino.donnamoderna.com/blog-tank/culla/


2 commenti:

  1. Che bel post!!!
    Anch'io ho partecipato al Blog Thank
    http://sempremamma.blogspot.it/2013/04/quando-e-il-momento-di-passare-dal.html

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    Risposte
    1. Sì, leggo spesso il tuo blog!! Ci vediamo a Milano a maggio?

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