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mercoledì 27 febbraio 2013

Cronache dalla pediatra.


Ciao a tutti amici, oggi vi parlo in diretta dalla sala d'attesa della pediatra, una stanza di 4mx4m strabordante di bacilli. Ci sono bacilli ovunque, bacilli di ogni età, razza e colore. Bacilli alti, bacilli bassi, bacilli educati, bacilli vivaci. Non so più se quello che mi siede accanto sia un bambino o un bacillo con le gambe. 
Hey tu, sei un bambino o un bacillo? 
A giudicare da come rantola direi un bacillo... Ma sì che ci frega, andiamo a giocare! Giocare poi... è una parola grossa: l'unica attrattiva qui sono quattro seggioline colorate. In ogni altro contesto nessuno di noi le avrebbe degnate del benché minimo sguardo, ma qui dentro avere la propria seggiolina è determinante. Una questione di vita o di morte. Regola numero uno: piantonare la seggiolina. Appena un bimbo sediamunito si alza per entrare dalla pediatra, parte un gioco di sguardi che neanche in un film con Clint Eastwood. Turuturutu -wanwanwan  Turuturutu -wanwanwan! 
Poi il meno timido si fionda sulla preda e non sono rari pianti, urla, spintoni, risse e botte da orbi. Tutto per una seggiolina. Colorata. Sì insomma... annerita direi, da tutte le smanazzate virulente accumulate nel corso degli anni. Evviva.
Mi guardo intorno e noto con piacere che ogni bambino (o bacillo, che dir si voglia) possiede la sua personale candela. Che gli pende dal naso. E ognuno la gestisce a modo suo: c'è chi chiede un fazzoletto alla mamma, chi cerca di ricacciarla nella narice con la lingua, chi la tiene lì senza fastidio apparente. 
Sono piacevolmente impressionata dalle tonalità di verde fluo che possono assumere queste candele di moccolo: vanno dal verde acido evidenziatore Stabilo Boss al fosforescente Slimer. Ci sono più sfumature di verde fluo qui che in natura o nella mazzetta Pantone. Diciamolo tutte insieme: cinquanta sfumature di verde fluo! Banalissimo lo so, ma non dite che non ci stavate pensando!! 
Se vi interessa, la mia è di un delizioso verde prato fluorescente. Si intona a meraviglia con il mio maglione blu.
Visto lo spazio ristretto, la promiscuità di noi bambini e la naturale tendenza dei bacilli a socializzare, qui dalla pediatra ci sono spesso le offerte 3x2, nel senso che arrivi con tosse e raffreddore e vai via con tosse, raffreddore e virus gastrointestinale, tanto per non farsi mancare niente. 
Oh, adesso tocca a noi. Chi la vuole la mia sediaaaaa?


E il moccolo dei vostri bimbi di che colore Pantone è? 





martedì 25 settembre 2012

Siamo a cavallo.

Mi piacciono i cavalli. È una passione innata. Così eleganti, maestosi, nobili. Da quando poi in casa nostra è arrivato il Libro del Maneggio, sono diventati una piccola ossessione. E siccome sono una bimbetta molto furba e volevo fortissimamente andare acavallo, ho inventato la storia dell'amico equino immaginario, tale Pony Fiocco. Voi scherzate, ma i genitori sono sempre terrorizzati dagli amici immaginari. Sì, ci ridono su, ne parlano come fosse una fantasia carina, tenera, una tappa obbligata nello sviluppo evolutivo, salvo poi correre a chiamare il pediatra per chiedergli se "è una cosa normale". Dunque, per evitare qualsivoglia turbamento infantile della loro amata pupetta, la Ragazza e il Tipo Alto hanno deciso di  portarmi sul pony, su un pony vero! 
Domenica, complice un bellissimo sole settembrino, siamo partiti verso Sestola, direzione Maneggio Etologico. Eto-che? Vi starete chiedendo voi. Etologico, un maneggio che segue una filosofia totalmente pro-cavallo, in cui si cerca di rispettare il più possibile la natura degli animali. Qui i cavalli vivono in branco, vengono addestrati con metodo non coercitivo, sono scalzi (ovvero non hanno i ferri, che spesso possono provocare lesioni agli zoccoli e alle zampe) e non portano il morso. Insomma una filosofia che CI PIACE!
Al nostro arrivo l'istruttrice Laura ci ha presentati subito a Nerina. Nerina è un pony di 80 cm (tipo che il dogo argentino di mia nonna è più alto), non è più quel che si dice una giovinetta (tanto che dovrebbero chiamarla Grigina), ma in quanto a dolcezza darebbe la paga anche a un Angelorso
Laura, che sapeva il fatto suo, ha lasciato che facessimo amicizia pian piano, una carezza, una slinguazzatina, un grattino e già la scintilla era scattata. Poi ha tirato fuori spazzole e brusconi e ci siamo messe a pettinarle la criniera. A quel punto era già amore. Cap per me, piccola sella per lei e... HOP, in un attimo montavo per la prima volta. Bello. Mi sentivo in armonia. In armonia col mio mini pony, in armonia con la mia istruttrice, in armonia con la Ragazza e il Tipo Alto che mi guardavano con gli occhi scintillanti. Un'armonia durata ben 5 minuti. Poi, insomma, c'era il gatto da inseguire, la paglia su cui  saltare, le caprette da accarezzare...

 
Io, Nerina e Laura.
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