giovedì 10 ottobre 2013

Maritati. Vi racconto la mia.

Iniziavate a pensare che fossimo stati attaccati dall'esercito dei ragni, vero?
E invece no, siamo tornati e siamo tornati maritati. E sì, perché adesso il papà è il marito della mamma, la mamma è la marita del papà e io sono la marita più marita di tutti!

Volete conoscere tutti i retroscena del matrimonio del millennio (altro che Belen)?
Bene, sono qui per questo.

Per prima cosa vorrei tranquillizzarvi: la sciagura che tanto preoccupava mia madre non si è verificata. Non ho piantato un casino nel bel mezzo della cerimonia per poter indossare anche io il tanto famigerato velo. Nossignore. Dopo un lavaggio del cervello durato settimane, ho capito che il velo bianco è una cosa da adulti e l'ho archiviato alla voce "cose che posso fare quando divento grande" come masticare chewing gum e bere il liquore. 

Nessuno aveva fatto i conti però con un altro oggetto che avrebbe potuto attirare la mia attenzione e la mia bramosia. Il bouquet.

Bene. Era un tranquillo sabato mattina di settembre. Mia madre, alla vista del sole brillante nel cielo e sullo schermo del Meteo.it, aveva sfoderato un sorriso a 36 denti, che nulla avrebbe spento per il resto della giornata. O così almeno sperava prima dello squillo del citofono.

(Segue cicaleccio accorato creato dalle circa 10/15 donne presenti in quel momento a casa di mia nonna. Non vi dimenticate che siamo in Puglia.)

Bzzz. Chi è? Il fioraio. Uhhh, il fioraio, il fioraio, fallo salire. Buongiorno. Che bei fiori. Sì, che bei fiori. Bellissimo il bouquet. Bellissimo, bellissimo. Ma dov'è il bouquet? Lo ha preso Alice. Come Alice? Alice, dove vai? I fiorellini non sono per te. Alice, non fare così, vieni qua. Alice, Alice! LO VOGLIO IO, è MIO, è TUTTO MIO!!

E così sono scappata via brandendo il bouquet, mi madre (già vestita di bianco) partiva al mio inseguimento, mia zia (con metri di velo tra le braccia) rincorreva mia madre, mia nonna correva dietro mia zia, le amiche di mia madre chiudevano la fila sgambettando sui tacchi, il fotografo se la rideva sotto i baffi. Una bella scena. Con in sottofondo la colonna sonora di Benny Hill sarebbe stata perfetta. 

E poi? Poi niente. Mi sono fatta convincere. Ho mollato il malloppo floreale e tutto è tornato alla normalità, senza che il trucco di mia madre si crepasse, senza che un capello uscisse dall'acconciatura.

Il resto della giornata è stato incredibilmente leggero e divertente (anche se non ha più toccato i picchi di ilarità raggiunti con "la folle corsa"), ho ricevuto anche io il mio anellino da matrimonio, ho giocato con tutte le mie cugine, corso, saltato, ballato, il tutto a piedi nudi e con una parrucca gialla fluorescente in testa.

E niente, come ha scritto quella boccuccia di rosa di mia madre, sposarsi è una figata pazzesca!









P.S. Pss pss hei, vi svelo un altro pettegolezzo. 
Ho scoperto che I Due sono collezionisti compulsivi di cicchetti del prete. 
Dopo essere stati bacchettati in occasione del mio battesimo per un leggerissimo ritardo, si sono fatti cazziare anche il giorno del matrimonio perché, durante il sacro momento della benedizione, non potevano fare a meno di guardarsi e sghignazzare contenti, come due compagni di banco in preda alla ridarola.

Meno male che, almeno io, sono una persona seria. 

3 commenti:

  1. è vero, in puglia siamo rumorosi, soprattutto in certe occasioni :-)
    che bella la mamma, alice!

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