Visualizzazione post con etichetta crescere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta crescere. Mostra tutti i post

mercoledì 12 settembre 2012

Però mo' non esageriamo.

La mia cuginetta Giulia ha un fratellino nuovo di pacca.
Questo avvenimento deve aver toccato molto la Ragazza, perché l'altra sera ne ha voluto parlare con me.
- Alice, e a te piacerebbe avere un fratellino? (Occhioni brillanti e sorriso languido)
Ci penso. È un affarino carino, come Cicciobello, solo più morbido e con meno capelli. E non è che smetta di piangere ogni volta che gli schiaffi in bocca il ciuccio, però quasi, direi che si può fare.
- Mmm sì.
- Davvero? (si illumina, poi riflette) Però poi lui vuole stare tanto in braccio a mamma, va bene per te?
- Sì.
(cioè, aspetta un attimo)
- Però anche io voglio stare un po' in braccio a te, perché sto diventando grande, ma sono ancora piccola.

lunedì 10 settembre 2012

Sto crescendo troppo in fretta.

Cof - Cof, Cof - Cof, E... E... Etciù!


Quanta polvere che c'è in questo blog. Procedo con un fazzoletto sulla bocca, facendomi largo tra le ragnatele. Sembra una casa abbandonata, se parlo ad alta voce si sente l'eco. Dovrò riconquistare i miei lettori uno a uno. Ma non pulirò i vetri raccontandovi delle mie vacanze, né metterò fiori sul davanzale elencandovi i buoni propositi per l'anno nuovo (che inizia a settembre, inutile negarlo), quello che farò è soffiare via un po' di polvere dalla tastiera per condividere con voi, se vi va, un ragionamento fatto in estate, un pensiero profondo.


Eccolo: sto crescendo troppo in fretta. Troppo in fretta, davvero. Me ne accorgo da come mi guardano Quei Due. Sono ammirati eppure spaventatissimi. Non stanno al passo, arrancano.
Quante volte li ho sorpresi a scambiarsi sguardi allucinati e facce da candid camera o darsi delle gomitate come le comari di paese. E tutto perché magari ho detto "Vorrei che mi leggessi il libro della gallinella rossa" con una doppietta congiuntivo-condizionale che neanche all'Accademia della Crusca, o perché il giorno prima calzo il 23 e quello dopo il 25, oppure ancora perché so perfettamente che il protagonista del libro che sta leggendo mia madre si chiama Montecristo e quello di mio padre Dalia Nera. Cosa c'è da meravigliarsi tanto? Me lo hanno detto una volta e io mi ricordo, assorbo, immagazzino, faccio mio.
Sono sempre un passo indietro ai miei passi avanti.
Così, mentre la Ragazza è ancora lì che legge le istruzioni dei braccioli per sincerarsi che vadano bene per il mio peso, io li ho già infilati e sguazzando sguazzando sono già quasi alle boe. E lei, tac - bocca spalancata. E mentre il Tipo Alto sminuzza i miei spaghetti, io ho già afferrato i suoi con la forchetta e, anche se ancora non so proprio avvolgerli come nella pubblicità della Barilla, li mangio tutti interi, succhiandoli come nei cartoni giapponesi e dimostrando che non ho più bisogno di queste precauzioni. E lui, tac - occhi sgranati. E nel momento stesso in cui si accorgono che oramai esprimo concetti sensati e interi, io li stupisco con effetti letterali speciali, raccontando una storia con capo, coda e tante avventure tutte intorno. E questo li strabilia. Non solo sgranano gli occhioni e restano a bocca aperta, ma continuano a parlarne per giorni, come se fosse il fenomeno più incredibile della storia. E ne parlano e lo raccontano con immenso entusiasmo e una punta mal celata di malinconia.
Ma no, non c'è niente di strano. E' solo che sto crescendo. E non posso andare più piano.



Le mie scarpe n. 25.






Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...